22/02/13

Morellato, da Milano il nuovo concept

Il nuovo store Morellato di Milano è stato inaugurato con un party esclusivo.

Le showgirls Elena Santarelli e Melissa Satta hanno indossato per l’occasione le nuove collezioni della primavera/estate 2013 e le hanno esibite per la gioia di curiosi e fotografi in corso Buenos Aires.

Le testimonial sono ste convocate per una grande occasione: il debutto del nuovo format degli store Morellato, un concept che verrà mutuato nelle prossime opening del marchio di gioielli e orologi.
 
Di grande impatto, il nuovo progetto è un omaggio alle origini veneziane di Morellato, ma strizza l’occhio alla modernità e alla tecnologia grazie al metallico gioco di mosaici e specchi che richiama tanta luce, con semplicità.
 
Con questa nuova immagine riparte l’espansione del gruppo che riunisce i brand Sector, Philip Watch, Chronostar e Bluespirit.
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20/02/13

Nivea riparte dal quiz

La strategia sul retail di Nivea riparte dal quiz.
Ai nastri di partenza, infatti, “Quanto ne sai su Nivea?”, il primo di 4 contest nazionali previsti dal marchio e destinati ai suoi lovers, per premiarli.

In tutti i punti vendita, GDO ma anche on line si può partecipare rispondendo a 10 domande che testano la conoscenza del brand e del'azienda da parte del pubblico.

Gli usi, le destinazioni del prodotto, la composizione, la storia…tutte cose che chi usa Nivea può conoscere. E siccome l’uso del prodotto riguarda una sfera abbastanza privata, i premi hanno una precisa componente affettiva: buoni viaggi Alpitour per tutta la famiglia. Così Nivea vuole esprimere la propria vicinanza ai suoi consumatori, accompagnandoli in ogni momento della loro vita, dal quotidiano al puro relax, che trova la massima espressione in una vacanza.
 
Il Nivea Quiz è stato realizzato da Adverteam che ha creato anche la declinazione concettuale e grafica che sarà il fil rouge di tutti i contest pianificati per il 2013.
 
L’idea di Nivea non è nuova e serve sicuramente per testare e poi creare fidelizzazione del pubblico. E diciamo anche che nei punti vendita si creerà un po’ di movimento in più….
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18/02/13

Ferrari è il brand più forte del mondo

È Ferrari il marchio più forte del mondo.
Parola di Brand Finance, azienda specializzata nella valutazione dei marchi, che conferma la fama del Cavallino Rampante in tutto il mondo.

Nella classifica 2013, il brand di Maranello primeggia davanti a marchi come Google, Coca-Cola, PwC ed Hermes che costituiscono la top five dell’elenco di 500 marchi più noti al mondo.

Alla base della classifica ci sono criteri quantitativi come il margine netto, il ricavo medio per cliente, la spesa in marketing e pubblicità ma anche parametri qualitativi come la simpatia suscitata e la fedeltà al marchio.
E’ sempre un piacere essere in vetta ad una classifica – ha commentato il Presidente Luca di Montezemolo – e lo è ancora di più quando la concorrenza è rappresentata dalle aziende più note al mondo, a testimonianza che l’Italia, anche in un momento economico così difficile, è in grado di presentare realtà d’eccellenza”.
 
L’Italian Beauty primeggia dunque nonostante Ferrari produca un prodotto di nicchia e per giunta sia un’azienda molto più piccola rispetto ai colossi della classifica come Apple, Google, etc. “Come la classifica ha dimostrato con evidenza – ha commentato il CEO di Brand Finance David Haigh – le asepettative dei clienti sui marchi sono molto più alte che mai in un momento di incertezza economica. Perciò i brand devono continuare a innovare”.
 
Il riconoscimento da parte del pubblico giunge a Ferrari insieme ai risultati 2012 che rivelano il miglior anno nella storia della Ferrari, con un fatturato di 2,433 miliardi di euro (+ 8%) e 7.318 vetture consegnate (+ 4,5%). Oltre alla crescita degli utili (gestione ordinaria: + 12,1% e utile netto: +17,8%). Vendite record in Stati Uniti, Cina, Germania e Gran Bretagna che fanno dire a Montezemolo: “Il merito va alle donne e agli uomini della Ferrari, alla forza del Marchio, a una gamma innovativa e completa, a forti investimenti tecnologici e a un’espansione controllata nei mercati automobilistici mondiali”. Negativo solo il risultato italiano, che ha registrato un calo del 60%.
 
Ottimi anche i risultati delle attività legate al Brand (Retail, Licensing ed E-commerce), profondamente riorganizzate nel corso dell’ultimo anno, che complessivamente hanno registrato un incremento del margine operativo del 40% superando i 50 milioni di euro. Il Retail è cresciuto del 5%, grazie anche ad un nuovo concept di arredo che sarà esteso a oltre cinquanta negozi monomarca diffusi in tutto il mondo. Eccellente la presenza Ferrari sui canali web e sui social network (oltre dieci milioni di fans su Facebook).
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15/02/13

I Prodotti dell’Anno 2013 sono 35

Sono 35 i Prodotti dell’Anno 2013.
Oltre 12.000 consumatori li hanno votati e scelti on line in una selezione di prodotti lanciati di recente, sulla base di criteri che rimandano alla capacità di trasmettere innovazione e di creare appeal dei prodotti.

La cerimonia che incorona i re della preferenza del pubblico sul mercato italiano si è tenuta a Milano e ha coinvolto esponenti del mondo dell’industria, del marketing, della distribuzione, della stampa e della comunicazione.

Diverse le categorie premiate in quest’ottava edizione del premio, dal food, alla cura della casa e della persona, dal beverage all’elettronica.
 
I prodotti vincitori potranno utilizzare per tutto il 2013 il Logo Eletto Prodotto dell’Anno nella propria comunicazione, permettendo ai consumatori di riconoscerli.
 
L’iniziativa è organizzata da Marketing e Innovazione Italia, società promotrice nella penisola dell’iniziativa nata in Francia nel 1987, con le rilevazioni di SymphonyIRI Group, che da oltre 30 anni si occupa di rilevazioni quantitative nel mercato del largo consumo confezionato.
 
Cosa cambia ora per i prodotti premiati? Avranno una comunicazione più impattante, la loro brand awareness potrà crescere e anche la loro credibilità potrà avvantaggiarsene anche perché sono i consumatori a scegliere, sebbene sulla base di autocandidature….
 
Ecco i vincitori per categoria:
apparecchi cucina Bialetti Mokissima Trio
bazar Philips Lampadine LED
bevande alcoliche Cinzano Cocktail Italiano
bibite Sanbittèr Emozioni di Frutta
birre Pallone Birra Moretti
carta casa Tutto Pannocarta 3in1
coadiuvanti digestione Citrosodina Bustine
colle e cancelleria Bostik Nexus
condimenti De Nigris Ketchup all'Aceto Balsamico di Modena IGP
conserve Rio Mare Leggero
cosmetici Rimmel Scandaleyes
cura bambino Corine de Farme Linea Bébé
cura capelli L'Oréal Paris Elvive Arginina Resist X3
cura corpo Nivea Balsamo Corpo Sotto la Doccia
cura corpo parafarmacia Bio-Oil
cura tessuti Perlana Rinnova Colore
cura viso L'Oréal Paris Revitalift Laser X3
detergenti superfici Emulsio Il Salvambiente
detersivi tessuti General €CO
dolcificanti Dietor Cuor di Stevia f
armacia Dulcogas
formaggi grattugiati Granmix Ricotta salata e Tilsit - GranMix Mozzarella e Provolone
formaggi pasta dura e semidura Leerdammer Il Fondente
igiene orale Colgate Total Pro Gengive Sane
insalate Pausa Pranzo Ortoromi i
ntegratori San Benedetto AquaVitamin
materassi Eminflex Supremo Plus
olii per capelli L'Oréal Paris Elvive Olio Straordinario
piatti pronti carne Martini Delight p
rimi piatti pasta Gioiaverde Rana
solari Angstrom spray trasparenti
sughi Mutti Intenso the SanThé Sant'Anna
trattamenti professionali per capelli Kerastase Paris Elixir Ultime.
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13/02/13

Commercio in crisi. E i consumatori?

Lo “stato di salute” del commercio, del turismo e dei servizi non è ottimo. E gli esercizi commerciali chiudono: dall’inizio della crisi sono 100 mila i punti vendita persi.

Lo dice la ricerca che Confesercenti ha svolto in tutta Italia nell’ambito dell’iniziativa intitolata “L’impresa presenta il conto”. Solo in Piemonte, per esempio, i dati sono negativi per tutti i settori del retail, esclusi i pubblici esercizi, il cui numero aumenta del 3,7%, e per le bancarelle sui mercati (+8,6%).
Diminuiscono le strutture ricettive (-20,5%), i negozi extralimentari (del 2%, ma con la punta eccezionale del -23,1 dell’abbigliamento) e quelli alimentari (-20,%). In sofferenza anche le attività della mediazione immobiliare (-1,8%).
 
È chiaro che il consumatore, in tempi di crisi, stia modificando i propri comportamenti d’acquisto, spendendo diversamente e quindi favorendo solo alcune forme di distribuzione, focalizzate, che riguardano i beni di consumo più necessari. Per i mercati, per esempio, è un momento buono e il loro aumento pare dovuto allo spostamento della clientela verso una forma di distribuzione tradizionalmente considerata più vantaggiosa.
 
Invece i due settori più in sofferenza si confermano l’abbigliamento e l’alimentare . delle forme tradizionali di distribuzione.
 
L’analisi di Confesercenti è servita all’associazione anche a promuovere una serie di proposte sia dal lato della riduzione della spesa sia da quello dell’utilizzo delle risorse liberate, che vanno impegnate - senza perdere altro tempo - per ridare respiro e prospettive alle famiglie e alle imprese. Gli addetti ai lavori elencano i fattori negativi chiedendo scelte precise a supporto degli imprenditori, che contemplano gli incentivi alle imprese, il ritorno all’aliquota del 20%, l’auspicio di una revisione dell’IMU che escluda dall’imposta gli immobili strumentali alle attività d’impresa.
 
Utile? Forse. Ma senza iniziative che si riflettano direttamente sui consumatori, sulla capacità di spesa e sul loro comportamento d’acquisto, gli imprenditori non soffriranno?
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11/02/13

Gli Apple store hanno un copyright

Imitare gli Apple store è illegale.

L’azienda di Steve Jobs ha infatti ottenuto un brevetto a tutela dell’originale design dei punti vendita, in particolare per garantirne la riconoscibilità senza confusione.

La grande vetrata ornata di grandi pannelli rettangolari sopra la parte superiore della facciata, ma anche gli arredi, le attrezzature e l'area "Genius Bar", il punto del supporto tecnico ai clienti della casa di Cupertino, non possono essere copiati.
L'U.S. Patent & Trademark Office ha concesso il proprio benestare e le idee di allestimento nate dalla penna autografa del guru della mela morsicata, tra cui i lunghi tavoli di legno con sgabelli sotto schermi incastonati nel muro, e tutte le altre caratteristiche esperienziali degli Apple store rimarranno unici, o almeno oggetto di controversie legali.
 
È una battaglia vinta da parte della casa di Cupertino, che da almeno 3 anni sta provando a farsi riconoscere un brevetto per il format del negozio, soprattutto per tutelarsi in alcuni Paesi, come la Cina, dove fiorivano imitazioni dello stile dei suoi negozi. E soprattutto ora anche la notizia del brevetto si è diffusa talmente tanto che anche i consumatori sono avvisati e c’è da ipotizzare che i fan di Steve Jobs saranno i primi a segnalare i tentativi di imitazione e di violazione del particolare copyright in giro per il mondo dove invece vivono con successo 394 Apple Store, ognuno dei quali in media è visitato da oltre 17mila persone alla settimana!...che poi fanno anche proseliti….
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08/02/13

Lavazza, un salto in UK

Lavazza contro Starbuck’s?
I giornali britannici hanno anticipato una competizione che deriverebbe dalle nuove numerose aperture della firma italiana del caffè nel Regno Unito.

Si vocifera di 400 caffetterie con il proprio marchio entro i prossimi dieci anni! Se consideriamo che ora ha solo due avamposti - l’esperimento pilota di Manchester e un bar da Harrods di Londra – è evidente che il salto è grande.
 
Secondo i ben infoirmati, il percorso è ormai stabilito e un’agenzia starebbe già studiando le location giuste per la casa del caffè italiano.
 
Il mercato, sulla carta, non è dei più facili, con la concorrenza di grandi catene della ristorazione internazionale come Starbucks, Costa Cafè, Caffè Nero che non solo sono molto capillari, ma propongono già i prodotti della caffetteria italiana come il cappuccino e l’espresso, in una formula più internazionale.
 
Cosa spinge allora Lavazza a inserirsi in tale ostico contesto? Forse l’idea di poter offrire qualcosa di diverso da un prodotto, ma un'autentica italian coffee experience, perché il successo del caffè all'italiana non è solo in ciò che si propone in vendita, ma soprattutto nel mondo che propone, con atmosfere diverse e rimandi a un’idea di relax, comfort e che offre un luogo tranquillo in cui rimanere anche a lavorare.
 
Da Torino nessuna conferma ufficiale e pubblica, ma nemmeno la smentita...
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